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Cosa Sognano Le Nuvole

Cosa Sognano le Nuvole

Regia e adattamento: Nicola Laieta
Interpreti: Ilaria Arra, Annalisa Zarsia Beneduce, Agostino Borroso, Mena Carillo, Adriana Carleo, Flavio Narutø D’Alma, Giuseppe Di Somma, Salvatore Esposito, Francesca Liberti, Sonia Mango, Gaetana Napolitano, Chiara Maria Elena Ostuni, Roberta Pagliaro, Martina Scognamiglio, Mattia Giuseppe Tassar, Maria Valentino
Costumista: Annalisa Ciaramella

presentato presso:
(Giugno 2015) Teatro Nest, per la rassegna “Giugno Giovani 2015”, Napoli (Na);
(Settembre 2015) Chiostro San Domenico Maggiore, nell’ambito di “Estate a Napoli 2015”,  Napoli (Na);
(Dicembre 2015)  “Natale a Marigliano” promosso dal Comune di Marigliano in provincia di Napoli;

Una giornata di lavoro sul palcoscenico di un teatro di altri tempi.
Le maestranze del teatro si alternano sul palco alle prove del regista e dei suoi assistenti per uno spettacolo di marionette, le storie di vita reali si confondono con le storie di vita immaginarie come un sogno dentro un sogno.
Le vicende di questo teatro di periferia diventano una favola dentro una favola dentro una favola di un paese non troppo distante da noi in cui non si può dormire mai, figuriamoci sognare, dove le favole inventate da una veggente possono essere scritte solo di fatti reali.
«Ecco, vivere insieme significa di più di una vicinanza accidentale. Significa che le fasi della vita di un individuo sono “interconnesse”, indentate come ingranaggi alle fasi delle vite degli altri, che muovono la sua vita così come egli muove le loro».
Al centro del percorso formativo di teatro ed educazione di cui questa azione teatrale è la conclusione ci sono state piccole esperienze di vita quotidiane raccontate dai giovani partecipanti. L’idea era quella di ricostruire uno spaccato della nostra vita in questi tempi e in questi luoghi attraverso piccoli frammenti di narrazione. In un certo modo volevamo restituire lo sguardo dei nostri giovani partecipanti sulla vita in questa città, rendendo le loro voci universali attraverso gli strumenti dell’arte del teatro ,in maniera da permettere a tutti di potercisi rispecchiare. Nel nostro lavoro educativo il teatro e l’arte sono diventati un indispensabile strumento identitario e formativo, grazie alla condivisione di storie infatti le persone che si raccontano sviluppano una chiara consapevolezza di come ogni singola esperienza sia di fatto una pietra miliare nella formazione del proprio io presente, e divengono così capaci di usare quelle esperienze come carburante per il progresso futuro. Anche chi ascolta queste storie può essere incoraggiato ad affrontare le proprie sfide personali. Questa reazione a catena di empowerment, basata sull’empatia, è al centro della nostra pratica.

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